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Le icone sono patrimonio di tutta la cristianità. Prima della divisione tra il mondo della chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, le icone per almeno quattro cinque secoli ebbero grande diffusione in tutto il mondo cristiano, dalla Siria all’Egitto, dall’Oriente bizantino all’Occidente Carolingio. Le icone sono semplicemente dei quadri a soggetto sacro, delle immagini devozionali, come quelle che popolano le chiese, o che esponiamo nelle case per testimoniare la nostra fede o anche solo per manifestare una tradizione e un gusto. Ciò che campeggia nell’icona è Dio, e il mistero di Dio che attraverso l’arte dell’icona viene espresso. |
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Dopo la lotta iconoclasta le icone si diffusero ancora di più fra i cristiani, che non solo le veneravano nelle chiese, ma le custodivano nelle case al posto d’onore.
Le icone che oggi giungono più facilmente nei paesi Occidentali provengono dalla Russia e sono in maggioranza icone di piccole dimensioni, destinate per lo più alla casa e alla preghiera domestica. L’icona Bizantina predilige l’oro ne usa per coprire i fondi, l’iconografia cristiana gli conferisce un significato: l’oro “colore del colore” non esiste in natura, e significa quindi la luce increata, che investe la creatura e la trasfigura rendendola già fin d’ora partecipe del Paradiso, |
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"Il pittore di icone deve essere pieno di umiltà di
dolcezza, di pietà, fuggire i propositi futili, le sciocchezze, il suo
carattere sarà pacifico, ignorerà l'invidia. Non dovrà essere ubriaco, non
dovrà essere predatore, non ruberà e sopratutto dovrà osservare con
scrupolosa cura la povertà spirituale e corporale." |
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